Summer Teknival 2020

…noi abbiamo scelto la pillola rossa.

E’ importante che ogni sound system, così come ogni individuo che parteciperà al Teknival, sia più che consapevole di quello che sta facendo. Stiamo creando una situazione di massa durante quello che viene considerato uno “stato d’emergenza” (che, per altro, non abbiamo la più pallida idea di quando e se finirà mai) e questa cosa farà parecchio incazzare i rappresentati delle istituzioni e i loro cagnolini al guinzaglio (per i meno perspicaci, ci stiamo riferendo alle merde in divisa). Vogliamo che sia chiaro che la nostra scelta di dar vita a questa situazione non deriva da una mancanza di riflessione o da una riflessione superficiale riguardo al momento attuale, tutt’altro. Siamo più che consapevoli che questa festa potrebbe trasformasi in battaglia e ci auguriamo che tutte quelle persone e sound systems che fino ad oggi non avevano messo in conto questa cosa se ne stiano a casa o, al più tardi, ci tornino.

Dopo mesi e mesi in cui le autorità hanno cercato di abituare le persone a uno stile di vita distopico, arido e virtuale; dopo mesi e mesi in cui alcuni, per non dire parecchi o ancora meglio (o peggio) troppi “appartenenti” all’ambiente rave hanno cercato la loro visibilità, auto-normalizzandosi e servendosi degli strumenti e delle modalità create e adottate dal potere, creando rave in streaming e dirette fuckbook, minando le basi fondanti di un movimento pluridecennale che da sempre si è rivendicato l’illegalità come pratica di liberazione dall’oppressione del sistema imposto e che da sempre si è rivendicato la libertà di movimento e spostamento ovunque si volesse andare, è decisamente arrivato il momento di occupare nuovamente spazi per dare vita a una zona temporaneamente autonoma festosa. Una T.A.Z. dove l’autogestione, l’autodeterminazione e l’autodifesa siano di base fondante. Una T.A.Z. dove l’anti-razzismo, l’anti-nazionalismo e l’antisessismo (insomma, più in generale l’anti-autoritarismo) siano principi imprescindibili.

La salute e il benessere delle persone che parteciperanno ci stanno a cuore, ma allo stesso tempo ci sta a cuore anche il concetto della non delega della propria sicurezza a nessuno, nei limiti del possibile. Per questo consigliamo a tutte quelle persone che sentono la necessità di indossare una mascherina di portarsela da casa, non per nostro menefreghismo, ma piuttosto per spronare le persone a utilizzare il proprio cervello senza aspettare che qualcun altro usi il suo anche per loro. Poi, a fine festa, “conteremo” le mascherine in terra e vedremo chi fa del menefreghismo la propria bandiera.